UPSI
Questa è una bozza di dicembre mai pubblicata, ve la beccate random oggi :)
Il mio corpo mi chiede di fermarmi, la mia testa è pesante per tutto quello che le ho stipato dentro e forse ora vuole essere ascoltato.
Ho avuto modo di ascoltare molto il mio corpo in queste ultime settimane, purtroppo spesso mi sono molto arrabbiata con lui e quindi con me, per quanto ogni volta mi prometta di non farlo più, di darmi carezze e non brutte parole. Trattarmi come tratterei le persone amate… Vorrei tendere a questo, con me.
E allora che fortuna essere amate, che fortuna la voce di M. che mi chiede di rinunciare ad esserci per noi, per esserci per me e riposare. La voce di chi mi chiede se serve qualcosa. La voce di C. a cui riesco a chiedere aiuto senza vergogna, che mi aiuta da lontano. E G. che, sempre da lontano, c’è e cena con me. Che fortuna parlare con V. ed E. a Firenze e dirsi, tutte d’accordo: “pensate quanto è importante parlare dei nostri corpi e delle nostre esperienze con loro, chiedere consigli e confronti”. Ho voglia di dire alla mia cugina, per esempio, che ci sono.

